Pentade di Reynolds per identificare la colangite ascendente

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Pentade di Reynolds per identificare la colangite ascendente

In ambito diagnostico si fa ricorso alla cosiddetta pentade di Reynolds che consiste essenzialmente in un insieme di segni clinici che permettono di formulare una corretta diagnosi di colangite ascendente ostruttiva, che delinea una grave infezione a carico del sistema biliare. Questa serie di manifestazioni sono state identificate dal chirurgo B.M. Reynolds, che ha descritto per la prima volta questa pentade di sintomi nel 1959 insieme con il dottor Everett L. Dargan. In pratica si tratta di un’estensione della triade di Charcot (febbre, dolore in ipocondrio destro, ittero) a cui si combinano altre due manifestazioni: shock e stato mentale alterato. La colangite ascendente si caratterizza per un esordio brusco delle manifestazioni con brividi e rapido picco febbrile a 39-40° C della durata di alcune ore successivamente si assiste ad un calo dello stadio febbrile come conseguenza diretta di una crisi che provoca una sudorazione abbondante; di solito il quadro patologico può aggravarsi se le tossine batteriche determinano lesioni cerebrali e renali, attivando così un quadro caratterizzato anche da ipotensione e da alterazione dello stato mentale. Per approfondimenti sul tema si rimanda alla lettura di Triade di Charcot il suo valore diagnostico.

Come si innesca il focus infettivo

Pentade di Reynolds

Pentade di Reynolds

La pentade di Reynolds è connessa quindi con il focus infettivo attivato da diversi patogeni e tra i batteri più comunemente identificati si rilevano soprattutto quelli di origine intestinale come: Escherichia coli, Streptococcus faecalis, Clostridia, Klebsiellae, Enterobacter, Pseudomonas, Proteus. Ancora non è noto in modo certo il meccanismo di colonizzazione batterica, anche se si ipotizza che i patogeni probabilmente raggiungono la via biliare attraverso una batteriemia portale, mentre non sussiste nessuna relazione tra la gravità delle manifestazioni cliniche e la presenza di materiale purulento nella via biliare. Il soggetto colpito da colangite evidenzia poi altri segni clinici caratteristici rappresentati da un innalzamento della bilirubinemia di diversa entità in base alla stessa natura dell’ostruzioni benigne, si rileva poi una condizione di leucocitosi associata ad elevazione della fosfatasi alcalina. I pazienti affetti da colangite vengono trattati con una terapia ad hoc a base di antibiotici a largo spettro tra cui penicilline e cefalosporine di seconda generazione, il medico prescrive nei casi severi la decompressione della via biliare principale mediante drenaggio endoscopico o chirurgico.

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